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Links Liguria
Indymedia Liguria , 23-11-2009 - 16:14
Questa è una pagina di prova in cui sono presenti alcuni link alle varie realtà attive in Liguria ed impegnate nella politica, nella comunicazione, nel volontariato, nel sociale e nella difesa del territorio. leggi tutto
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Forum 2013 tra polis e polizia
Indymedia Napoli , 19-11-2009 - 15:41
Nel 2013 si svolgerà a Napoli la IV edizione del Forum Universale delle Culture 2013: una manifestazione internazionale, promossa dall’Unesco, che ogni tre anni organizza in una città diversa alcuni mesi di mostre, spettacoli ed incontri ispirati a temi come la diversità culturale, la conoscenza, la pace, lo sviluppo sostenibile. Dietro queste magniloquenti parole si cela però la realtà di un evento massimamente artificiale e patinato, estraneo alle contraddizioni ed alle vitali peculiarietà culturali dei territori ospitanti, interessato soprattutto ad operazioni di speculazione commerciale. La prima edizione del Forum si è tenuta nel 2004 a Barcellona, risolvendosi in un ampolloso festival del generico, sotto le cui bandiere è stato realizzata un massiccio intervento di speculazione edilizia sul quartiere popolare del Poble Nou ed il litorale cittadino. Anche l’edizione napoletana del Forum si presenta come un volano per favorire la terziarizzazione turistica della città e connesse speculazioni urbanistiche, collegandosi al programma di recupero del centro storico sotto tutela Unesco ed alla riqualificazione dell’area flegrea. Non si sa ancora chi gestirà l’evento ed a quanto ammonteranno i relativi finanziamenti pubblici, dato lo scontro in atto tra istituzioni locali e governo centrale, ma già questo la dice lunga sulle logiche che guideranno l’iniziativa. Intanto alcune realtà di base napoletane si mobilitano per costruire una campagna che da qui al 2013 critichi puntualmente le iniziative del Forum e nel contempo delinei con iniziative autorganizzate un’altra idea di città. Il primo appuntamento è per giovedì 19 novembre alle 10, a Castel dell’Ovo, per contestare l’inaugurazione del workshop sull'Identità Urbana organizzato dal Comune di Napoli in preparazione del Forum; venerdì 20 novembre alle 16, presso palazzo Gravina, si è tenuto invece un incontro pubblico con la partecipazione di esponenti dei comitati di base di Barcellona che contestarono nel 2004 la prima edizione del Forum, l'evento è stato trasmesso in diretta streaming su: www.radioazioni.tk www.radiolina.info www.radiodimassa.tk www.radiossina.info Sito del ControForum ::Approfondimenti:: - Leggi la lettera all’assessore alla cultura Nicola Oddati e al dottor Renato Vardaro, responsabile logistica ed organizzazione del Forum - Forum delle culture 2013? N'ata pall! La protesta del coordinamento NoForum alla presentazione dell'evento - Guarda il video della protesta - sito web della Fondazione comunale per il Forum 2013 - sito del comune sul programma di interventi per il centro storico sotto tutela Unesco - sito con materiali sulla questione di bagnoli ::Articoli:: - Forum delle culture, arriva il commissario e circolano i primi nomi dei pretendenti leggi tutto
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Fermi e cariche al corteo di stamattina
Indymedia Lombardia , 17-11-2009 - 16:17
Questa mattina al corteo degli studenti medi contro lo sgombero delle scuole civiche cariche feriti e 4 fermi. Dei quattro fermi due sembrerebbero essere stati convalidati in arresti. Buona presenza al tribunale [1][2][3] Aggiornamenti: -18-11-09 rilasciati senza obbligo di firma Appuntamenti: h 15.30 presidio @ pza san babila aggiornamenti 18-11-09 h 9 presidio di fronte al tribunale Comunicati: - cantiere.org Rassegna Stampa: [1] [2] [3]
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Riprendiamoci la Notte!
Indymedia Roma , 17-11-2009 - 10:05
Per sabato 21 Novembre, a ridosso della giornata internazionale dell’orgoglio trans e di quella contro la violenza sulle donne, una rete di collettivi e realtà femministe, ltibq e singole, ha costruito una manifestazione contro la violenza di genere. Dopo le manifestazioni degli anni scorsi contro la violenza maschile sulle donne (nel 2007 e nel 2008), si è voluto ribadire ancora una volta come non siano le politiche sicuritarie a dare sicurezza alle donne, trans e lesbiche, ma come, invece, in una città di ronde e lame, l’unica arma possibile sia quella della solidarietà. E’ per questo che la rete invita donne e trans, puttane e rom, migranti e lesbiche a riprendersi la città di notte, in un corteo che partirà da p.zza Vittorio alle 18.30, attraverserà San Lorenzo per finire in pzzale del Verano. Durante il percorso antisessismo e antifascismo saranno proposti attraverso musica e performance, oltre che attraversando alcuni luoghi che mostrano le contraddizioni delle politiche costruite sui corpi delle donne. La stazione (da sempre luogo simbolo della violenza, ma solo di quella fuori dalle mura domestiche), piazza Vittorio, luogo di immigrazione, ma vicino a un noto spazio occupato da fascisti, San Lorenzo, luogo della “movida romana”, da poco oggetto di sgomberi e minacce di sgombero.
A concludere il corteo, in piazzale del Verano, è previsto un momento musicale con i live di alcune artiste. La mobilitazione continuerà il 25 Novembre contro i Cie, in un presidio itinerante che terminerà a Ponte Galeria.
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Chi sono i ladri ?
Indymedia Lombardia , 13-11-2009 - 15:27
La settimana scorsa la polizia, mediante un dispiegamento di forze “cileno”, arresta 5 studenti, quattro finiranno sepolti ai domiciliari ed uno a San Vittore. Il terribile crimine sarebbe la sottrazione di alcune fotocopie alla libreria Cusl all'interno di Festa Del Perdono, la surreale accusa sarebbe di “rapina aggravata” e di “lesioni”, se non ci fossero di mezzo dai 4 ai 10 anni di galera la faccenda sarebbe quasi tragicomica. Il problema, in effetti, non sta tanto nella carta quanto nel proprietario della carta, in effetti tutto diventa più comprensibile se consideriamo che la libreria Cusl rappresenta uno dei terminali della rete politica di Comunione e Liberazione all'interno dell'università. Non si tratta di furto di fotocopie ma di vera e propria “lesa maesta”, perché il furto, la rapina la cooptazione ed il ricatto non pongono particolari problemi né a CL ne all'università degli studi di Milano, che in effetti è stata ben lieta di erogare 25000 € per finanziare riviste fantasma. Ovviamente le riviste erano gestite da ciellini, stampate(e fatturate) da ciellini ed il pagamento è stato ovviamente autorizzato da un assemblea a maggioranza ciellina. In quel caso non abbiamo visto le camionette ne abbiamo letto i soliti vergognosi articoli, tutto è bene quel che finisce bene, uno dei protagonisti di quell'infame vicenda riuscirà anche a fare carriera politica nel PDL. Ma questo rappresenta solo un' infinitesimo del potere e della propensione al furto cielline: Cl gode di corsie preferenziali per l' erogazione di servizi all'interno dell'università non solo librerie ma mense, bar e chissà quant'altro, non è importante se i servizi siano rispondenti alle esigenze degli studenti, l' importante e che il fatturato finisca nei santi portafogli dei ciellini, la cui devozione e la cui presenza nei centri nevralgici del potere lombardo assicura a loro un giro di affari di 70 miliardi di euro annui a noi eccellenze quali Santa Rita, Milano Santa Giulia e che ci assicura la permanenza al potere di menti eccelse come il dott. Aletti. E se per caso dovesse venirvi la malsana idea di riappropriarvi di quanto questi loschi figuri vi hanno sottratto, sappiate che, contro ogni logica, i ladri sareste voi. Aggiornamenti - corteo del 17-11 caricato in Piazza Mercanti, 4 fermi , h 15.00 @ s. babila iniziativa per il rilascio dei 4 fermati Appuntamenti: - 13-11-09 corteo in notturna verso san vittore - 14-11-09 Presidio sotto S. Vittore h 14.00 [1] [report] [report 2] - 16-11-09 prima giornata di mobilitazione [report] - 16-11-09 h 14.00 assemblea in Statale - 17-11-09 h 9.00 presidio al tribunale h 14.00 volantinaggio in statale - 18-11-09 h 12.30 assemblea @scienzepolitiche a seguire assemblea @ lingue - 19-11-09 h 11.30 giornata contro CL @ festa del perdono controinformazione ed autofinanziamento - 21-11-09 h 19.00 @ T.A.Z. concerto benefit spese legali Rassegna Stampa: [1] [2] [3] [4] [5] Comunicati - Corsari milano - Uninversi -Fuoricontrollo - Assemblea Spo - Arresti Cariche Denunce riforme Approfondimenti: - un poliziotto ogni nove fotocopie - memoria storica contro Cielle Links - http://agitazione.noblogs.org - http://cattomafia.noblogs.org
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Day of action internazionale contro i CIE
Indymedia Emilia-Romagna , 13-11-2009 - 15:27
 Il 14 novembre ci sarà la giornata di azione internazionale contro i CIE, i famigerati lager in cui vengono rinchiusi i migranti trovati privi di permesso di soggiorno. Dopo le rivolte di quest'estate la situazione continua ad essere incandescente: in diversi centri continuano scioperi della fame, rivolte, tentativi di evasione, violenze contro i reclusi. Ordinaria amministrazione quando si va a creare una vera e proprio struttura concetrazionaria, in cui gli internati (come tutti gli internati) sono privati di tutti i diritti. Per dire no a questa società che condanna uomini e donne alla deportazione perchè privi di pezzi di carta:
Sabato 14 Novembre Presidio in Piazza di Porta Ravegnana (sotto le due torri) a Bologna. Domenica 15 Novembre a Parma, in Piazzale Matteotti, presidio dalle 10 I contenuti sui CIE su IMC Emilia Romagna Macerie, sito con frequenti aggiornamenti sui CIE Ftr di indymedia nord-est sul cie di Gradisca
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Noi da qui non ce ne andiamo! A Cosenza sventato un tentativo di pulizia etnica ai danni dei Rom.
Indymedia Calabria , 13-11-2009 - 15:26

Il primo ottobre le forze dell'ordine in località vaglio lise a Cosenza irrompono nella zona dove vivono circa 200 rumeni di etnia rom, notificando solo a 90 di loro un decrecreto di allontanamento.
Tali decreti, che fanno riferimento non al cruento pacchetto sicurezza dell'attuale governo ma alle alle leggi emanate durante il governo Prodi, prevedono l'allontanamento di questi novanta cittadini comunitari. Le motivazioni sarebbero legate la fatto che gli stessi sono ritenuti incapaci di indicare la data del proprio ingresso in Italia, perchè non hanno un regolare contratto di lavoro e vivono in condizioni precarie, di conseguenza la loro presenza rappresenterebbe una minaccia per il paese. In altri termini viene perseguitata la loro condizione economica: i cittadini europei, se poveri, non possono risiedere a Cosenza?! Che fine ha fatto la città dell'accoglienza e delle invasioni?
Da alcuni anni ormai si parla di emergenza Rom , questione mai risolta che si ripresenta, puntualmente, a ogni inizio estate e col cadere delle prime piogge. Si ricordi l'emergenza del 2007 quando le forti piogge rendevano il fiume Crati assai pericolo per l'intera comunità rom dal momento che era alto il rischio che gran parte delle loro abitazioni, allestite nelle vicinanze, venissero travolte.
Dopo un'iniziale attenzione mediatica, dettata dalla contingenza, ecco che la questione Rom ripiomba nel dimenticatoio, l'assessore comunale Matilde Ferraro, che nell'evento del 2007 si era impegnata in prima persona, durante un rimpasto della Giunta Perugini, lo ricordiamo ...una giunti di 'sinistra' viene sostituita da Francesca Bozzo. La 'linea politica ' del nuovo assessore si può riassumere nel seguente termine: non sono competente. Accade, infatti, che tutte le domande rivolte dalle associazioni nel corso degli scorsi mesi sono state evase con l'idea che un assessore ai migranti e ai rom non ha competenze; quindi semplici richieste come bagni chimici, acqua potabile etc sono state del tutto disattese dall'Assessore , troppo impegnata a organizzare finti spettacoli e fasulle iniziative cultural-gastronomiche. Per questo motivo, a seguito della espulsione di massa su base etnica dei cittadini Rumeni di etnia Rom l'indignazione e la rabbia di molti cosentini sia autoctoni che rom è cresciuta .
In primo luogo sono stati avviati ricorsi sul piano legale ma, nel contempo, sono state intraprese tutta una serie di azioni di lotta e di denuncia. Si ricorda una petizione in difesa dei cittadini rom a cui hanno aderito cittadini semplici ma anche numerose personalità fra cui l'intero dipartimento di sociologia dell'Università della Calabria.
Piu' volte è stato tentato un incontro col Sindaco e l'Assessore Bozzo quello che si è ottenuto è una promessa da parte dell'assessore che entro pochi giorni avrebbe rifornito di benzina la autobotti per inviare, al campo, l'acqua potabile come chiesto dal Presidente della II circoscrizione (in un primo momento sceso in campo a tutela dei rom) ma così non è stato: di chi la colpa? Ancora una volta l'incompetenza della Bozzo ha dato i suoi frutti? Vero è che incontrare l'Assessore è risultato sempre piu' difficile, durante uno dei vari presidi sotto al Comune la stessa usciva dal palazzo municipale celata da un giubbotto riuscendo a passare inosservata alla vista dei piu' ma alcuni, notandola, non hanno potuto fare a meno di seguirla per ottenere di consegnarle la petizione in difesa del popolo Rom di vaglio lise. L'assessore, impaurita e in evidente stato confusionale, intanto si era rifugiata nella sua auto e mettendo in moto l'auto addirittura rischiava di investire i manifestanti.
Si registrano un incontro col Vice-Prefetto e uno con l'Assessore provinciale all'immigrazione, infine anche il Sindaco Perugini non ha potuto fare a meno di ricevere una delegazione, due giorni prima del dibattimento in tribunale dei ricorsi contro i decreti di allontanamento. I Rom e le associazioni ad essi vicine, si sono infatti recati ad assistere la seduta comunale del nove novembre, forse per questo il Sindaco ha deciso di riceverli per alcuni minuti. In questa occasione, così faticosamente ottenuta, Perugini si è però detto vicino alla problematica dei Rom e ha ribadito che Cosenza resta una città aperta e solidale, ci si augura che alle parole seguano i fatti, i Rom non chiedono infatti la luna, che a Cosenza si può anche tradurre come alloggio popolare, ma solo che si fornisca loro un campo attrezzato per il quale sono disposti anche a pagare acqua ed elettricità.
Significativa è stata anche l'attiva partecipazione dei Rom al seminario organizzato dal dipartimento di Sociologia, tutti: dai docenti agli studenti, hanno ascoltato, con vivo interesse, la lezione dei cittadini rumeni che hanno raccontato di prima persona che cosa significa essere svegliati alle cinque e trenta del mattino dalle forze dell'ordine, rimanere ore e ore sotto la sole e poi deportati in questura, identificati e lasciati senza nemmeno una bottiglia d'acqua per quasi quindici ore. Il tutto per un motivo che non si comprende...forse solo perchè si è Rom? Oppure si configura come delitto, il fatto di avere un lavoro e un alloggio precario? In tal caso molti italiani commetterebbero reato, ma di chi sarebbe la colpa?
Intanto sul campo legale, ottenuta una prima sospensiva del decreto di allontanamento da parte del tribunale di Cosenza che considerava fondate, in prima face, le istanze di ricorso, in data undici di novembre accoglieva definitivamente tali ricorsi! Urla di gioia, lacrime di commozione, hanno salutato la notizia data dal pool di difensori all'uscita del tribunale, dove attendevano l'esito del pronunciamento dei giudici, i rom le associazioni i docenti universitari.
Un provvedimento di massa, vergognoso e umiliante per i Rom e per la città di Cosenza è stato sventato in un'aula di tribunale. Adesso tutta la solidarietà fino ad ora manifestata dalla parte autentica della città, deve andare avanti nella battaglia per il diritto ad una esistenza dignitosa e decorosa di questi fratelli che ormai sono cittadini cosentini. Perchè la vera accoglienza percorre strade molto spesso diverse da quelle del governatore calabrese Agazio Loiero che si è recato a Berlino, assoldando anche il noto regista Wenders, per propagandare l'idea della Calabria come terra di accoglienza. C'è una tendenza nazionale razzista che tende all'emarginazione degli stranieri ed oltre che a Cosenza anche a San Nicola Varco , vicino Eboli sono stati sgomberati circa mille lavoratori, braccianti agricoli, che si spaccavano la schiena nella piana del Sele! Con queste politiche criminali ed in particolare con il caso Rom a Cosenza, si assiste ad un fenomeno nuovo in Italia, quello dei desplazados: profughi nella propria terra!
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San Nicola Varco: Sgomberati dalla loro miseria
Indymedia Napoli , 13-11-2009 - 09:37
Li aspettavamo di notte, sono arrivati alle 8 del mattino. Oltre 60 mezzi blindati e 650 uomini (in tre turni..) tra poliziotti, carabinieri, finanzieri. Non mancava neanche la forestale per procedere allo sgombero coatto dell’insediamento di immigrati marocchini a San Nicola Varco, una traversa anonima della Statale 18 a Eboli. Vivono qui, nella piana del Sele, quasi millecento braccianti tra i venti e i quarant’anni che faticano dodici ore al giorno per venticinque euro meno i tre che trattiene il caporale. La "colpa" di questa comunità è di sopravvivere da oltre dieci anni in una struttura di proprietà regionale costata miliardi di vecchie lire. Un mercato ortofrutticolo mai inaugurato e trasformato in una una favela di lamiere e baracche sorte come funghi intorno alle carcasse di silos ed edifici. Pochissimi i bagni, ancor meno le docce, San Nicola Varco è una straordinaria fotografia dell'ingiustizia: di fronte al ghetto si estendono infatti a perdita d’occhio i campi e le serre delle multinazionali dell’agroalimentare che questa manodopera sfruttano a piene mani. leggi tutto
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Massacri quotidiani
Indymedia Abruzzo , 12-11-2009 - 09:33
DI CARCERE SI MUORE
Il caso di Stefano Cucchi [ corteo] con tutta la sua assurdità porta nuovamente alla ribalta il dramma delle carceri (147 morti solo nel 2009) e della brutalità delle forze dell'ordine.
Questioni scomode che si preferisce coprire e dimenticare. A volte però accadono episodi che con irruenza, riescono a rompere il quotidiano muro di indifferenza verso le strutture carcerarie Italiane (luoghi sovraffollati, malgestiti e dove le violenze nei confronti di detenuti e detenute sono all'ordine del giorno) e a denunciare la brutalità delle forze dell'ordine.
Quasi a riprova di quanto accaduto a Roma e a Parma, nella redazione del quotidiano teramano "La Città", viene recapitata una busta contenente una lettera anonima ed un cd audio.
La voce registrata nel carcere di Castrogno, racconta di una "mancata rivolta" per via di un pestaggio consumato sotto gli occhi di detenuto "negro", sempre nella registrazione si rimprovera alle guardie carcerarie di aver massacrato un detenuto sotto gli occhi degli altri detenuti, mentre la buona norma prevede di massacrare il detenuto quando è "da solo". Per sua stessa ammissione, si scoprirà che la voce è quella del comandante delle guardie carcerarie Giuseppe Luzi, poi sospeso.
Nell'Italia del pacchetto sicurezza e della strategia della paura, episodi del genere non sono né isolati né rari. Nei primi giorni di dicembre nel carcere di Sulmona, un detenuto ha dato fuoco alla sua cella rimanendo intossicato, dopo la mancata consegna dei medicinali di cui aveva bisogno. Il 24 giugno dello scorso anno è Niki Aprile Gatti (un ragazzo di 26 anni di Avezzano) ad essere trovato senza vita nel carcere di Sollicciano, vicenda che vede la madre impegnata a combattere per chiedere verità e giustizia. E' di quest'estate la morte di Francesco Mastrogiovanni maestro elementare di Castelnuovo Cilento, altra vicenda dai contorni oscuri che non ha però ricevuto lo stesso interessamento mediatico. Il 31 luglio era entrato nell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania: su di lui pendeva un'ordinanza di Trattamento sanitario obbligatorio. Quattro giorni dopo, la mattina del 4 agosto, gli infermieri l'hanno trovato morto. Il 9 agosto scorso 300 migranti, quasi tutti somali, cercano di fuggire dal lager di Benghazi, realizzato in Libia con finanziamenti italiani frutto degli accordi tra Berlusconi e Gheddafi. Dopo la cieca repressione militare 6 migranti sono rimasti uccisi, esangui sul pavimento, e oltre 50 feriti (dal giorno dopo di almeno una decina non si hanno pi notizia). Un testimone oculare ha raccontato a Fortress Europe che i feriti sono rimasti abbandonati sul pavimento sanguinanti per giorno, con tagli su gambe, braccia e testa. Alcuni hanno febbre e principi di infezioni. Non sono stati visitati da medici o delegati di organizzazioni internazionali.
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Emergenza Indymedia Piemonte
Indymedia Piemonte , 09-11-2009 - 15:32
Dall'inizio dell'autunno il collettivo di Indymedia Piemonte sta discutendo circa l'opportunità di mantenere in piedi il progetto. Allo stato attuale c'è una crisi di partecipazione, non solo amministrativa, ma anche mediattivista; essendo Indymedia lo specchio del movimento, riteniamo che la crisi si espliciti a livello di movimento e dei relativi luoghi, più o meno reali, in cui esso si manifesta. Infatti il progetto Indymedia esiste perché esistono persone che partecipano attivamente, sia nella gestione del sito che nell'introduzione di contenuti e materiali. Il mediattivismo e l'eterogeneità sono il nucleo di Indymedia. La delega dell'informazione a gruppi omogenei o a corporazioni, la povertà di dialogo ed interazione, la sua morte. Riteniamo quindi che la salvezza di Indymedia passi prima di tutto attraverso la garanzia di una pluralità di punti di vista, oltre che da un rinnovamento tecnico/tecnologico del sito. Nella discussione sull'opportunità di mettere in pausa il progetto [il termine chiusura non è corretto poiché in qualsiasi momento un qualsiasi collettivo può rimettere mano allo stesso per dargli nuova vita] sono emerse due posizioni, entrambe comunque certe dell'importanza che Indymedia ha avuto e può avere nell'informazione dal basso e, soprattutto, libera, e favorevoli ad un rilancio [a tempo] che passi attraverso una maggiore partecipazione, a partire dalla pubblicazione di una nota/appello in colonna centrale che segnali l'emergenza. Una posizione chiedeva il congelamento del newswire, perché le forze attuali non permettono un controllo efficace nell'individuazione dei post fuori policy, per dare un segnale forte a chi utilizza lo strumento, perché un progetto che è in discussione si ritiene debba avere la coscienza di fermarsi. L'altra posizione richiedeva il normale funzionamento del newswire, pensando soprattutto alle calde ed in movimento attualità piemontesi, come la lotta NO TAV, la quotidiana questione dei CIE e le sempre attuali minacce di sgombero dei posti occupati.
Chiediamo allora a tutte e tutti, trasversalmente ad ogni realtà piemontese, di partecipare alla prossima riunione per ragionare in quali termini il progetto Indymedia Piemonte possa andare avanti, rivolgendo un appello sopratutto a tutte quelle persone che credono nell'open publishing e nell'informazione dal basso e libera. In sostanza a chi pensa che questo progetto debba continuare.
[aggiornamenti 11-11-09]
L'ultima riunione ha visto la partecipazione di nuove forze interessate a mantenere vivo il progetto. Nonostante la buona volontà di tutti, la situazione problematica non può ancora considerarsi risolta. Poiché il progetto è per tutti molto importante e dato il poco preavviso con cui è stata comunicata la riunione in questione, segno evidente dell'emergenza del collettivo, si è deciso di indire una nuova riunione. Una riunione importante per chiunque abbia a cuore il futuro di Indymedia Piemonte, dandogli impulso con idee, progetti, competenze, partecipazione attiva di punti vista e aree differenti del movimento. Oggi le frontiere della comunicazione in internet si sono dilatate e gli strumenti che i siti commerciali mettono a disposizione sono di facile accesso, potenti e seducenti. La sfida che abbiamo di fronte è quindi difficile ma importante. Servono intelligenze e saperi, serve voglia di mettersi in gioco in un progetto che - costitutivamente - scommette sulla possibilità che ciascuno, mettendosi orizzontalemente in rete, possa essere il proprio media.
Appuntamento mercoledì 2 dicembre alle ore 21 presso radio blackout, via cecchi 21/A.
Indymedia Piemonte
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